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Smaltimento rifiuti Raee

Il tema dei RAEE è disciplinato a livello nazionale dal Decreto Legislativo 49 del 2014 che si pone l’obiettivo di migliorare, sotto il profilo ambientale, l’intervento dei soggetti che svolgono un ruolo attivo nel ciclo di vita dei prodotti elettrici ed elettronici: dai Produttori agli Utilizzatori, passando per gli attori della filiera distributiva, fino agli operatori del riciclo.

RAEE: LEGISLAZIONE
La fonte europea è:
la direttiva 2012/19/EU che sostituisce le precedenti 2002/96/CEEe 2002/95/CEE.

La norma italiana di recepimento della direttiva europea è:
il Decreto Legislativo 14 marzo 2014 n. 49,che sostituisce il Decreto legislativo 25 luglio 2005 n. 151 e in parte anche i decreti attuativi:

D.M. 185 del 25 settembre 2007: Istituzione Registro Nazionale Soggetti Obbligati, Comitato di indirizzo e Centro di Coordinamento;
Decreto 25 settembre 2007: Istituzione del Comitato di Vigilanza e Controllo;
Il sistema introdotto dalla normativa è improntato sulla responsabilità dei “produttori” (ossia dei primi importatori o fabbricanti) ai quali si chiede di organizzare e finanziare la raccolta e la gestione dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche che immettono sul mercato.

Normativa correlata:

D.M. 8 aprile 2008: Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato come modificato dal D.M. 13 maggio 2009;
Delibera Albo Gestori Ambientali 20 luglio 2009;
Legge 28 febbraio 2008 n. 31, con la quale è stato convertito in legge il decreto-legge 31 dicembre 2007 n. 248, che ha disposto una modifica al D.Lgs. 151/2005;
Decreto 12 maggio 2009: Modalità di finanziamento per la gestione dei rifiuti di Apparecchiature di Illuminazione.
Sanzioni per i trasgressori: i soggetti che effettuano attività di raccolta e di trasporto dei RAEE sono assoggettati alle sanzioni relative alle attività di raccolta e trasporto di cui (all’articolo 256“Attività di gestione di rifiuti non autorizzata”) del DLgs n. 152/2006, e alle sanzioni relative alla violazione degli obblighi di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari di cui all’articolo 258 (“Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari”) del medesimo decreto. “Chiunque omette di tenere ovvero tiene in modo incompleto il registro di carico e scarico di cui all’articolo 190, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 2.600 a 15.500. Se il registro è relativo a rifiuti pericolosi si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da € 15.550 euro a € 93.000, nonché la sanzione amministrativa accessoria della sospensione da un mese a un anno dalla carica rivestita dal soggetto responsabile dell’infrazione e dalla carica di amministratore”.
La disciplina sulla dismissione dei cespiti aziendali è regolata dall’art. 53, comma 1 del DPR 633/72, nel quale si stabilisce che ” si presumono ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente esercita la sua attività, comprese le sedi secondarie, succursali, dipendenze, stabilimenti, negozi o depositi dell’impresa, né presso suoi rappresentanti, salvo che sia dimostrato che i beni stessi: a) sono stati utilizzati per la produzione, perduti o distrutti; b) sono stati consegnati a terzi in lavorazione, deposito, comodato o in dipendenza di contratti estimatori o di contratti di opera, appalto, trasporto, mandato, commissione o altro titolo non traslativo della proprietà”. Questo articolo è stato modificato dal DPR 10 Novembre 1997, n.441. Il Ministero delle Finanze è pertanto intervenuto con la Circolare 193/98, con cui ha fornito un’interpretazione tassativa delle prove e procedure che devono essere eseguite al fine di vincere le specifiche presunzioni. In sintesi, ove le consistenze finali risultino inferiori a quelle contabilizzate, i beni costituenti la differenza si intendono ceduti senza il pagamento dell’imposta, generando una presunzione legale salvo la dimostrazione del contrario da parte del contribuente.

RAEE non pericolosi:
CER 16.02.14: Pc, stampanti, fotocopiatrici, cellulari, elettroutensili, server, saldatrici, modem, fax;
CER 16.02.16: Parti delle suddette macchine.
RAEE pericolosi:
CER 16.02.11: Apparecchiature fuori uso contenenti fluoroclorocarburi HCFC, HFC;
CER 16.02.13: Altre apparecchiature fuori uso (es. Monitor).
Il MUD è il documento con il quale avvengono le comunicazioni annuali al Catasto dei rifiuti e viene presentato entro il 30 Aprile dell’anno successivo rispetto alla movimentazione del rifiuto.

Secondo la normativa vigente i soggetti obbligati alla presentazione del MUD sono gli Enti e imprese produttori di rifiuti speciali pericolosi.